Maestro Francesco Garofalo – Critico d’arte
Demò riesce a trasformare la resina in poesia visiva, offrendo allo spettatore non solo un’immagine, ma un’emozione sospesa tra passato e presente.
Enrico Nicodemo in arte Demó
Come ogni forma di espressione autentica, anche l’arte
è inevitabilmente soggetta al giudizio e alla critica.
Fa parte del percorso di ogni artista confrontarsi con
opinioni diverse, talvolta favorevoli, talvolta più severe,
ma sempre utili alla crescita personale e professionale.
Nel corso degli anni ho avuto il piacere di ricevere
osservazioni, analisi e riflessioni da parte di numerosi
critici d’arte.
Alcune di queste hanno rappresentato un prezioso
stimolo per affinare la mia tecnica, approfondire la
ricerca artistica e comprendere ancora meglio
l’essenza del mio lavoro.
Altre, invece, hanno saputo cogliere e interpretare
il significato più profondo della mia visione artistica,
riconoscendo il percorso creativo che si cela dietro
ogni opera e il messaggio che cerco di trasmettere
attraverso la mia arte.
Accolgo ogni critica con rispetto e attenzione, perché
credo che il confronto sia uno degli strumenti più
importanti per la crescita.
È proprio dall’incontro tra punti di vista differenti
che nascono nuove riflessioni, nuove consapevolezze
e nuove opportunità di evoluzione.
Le parole dei critici che seguono rappresentano per
me non solo un riconoscimento del lavoro svolto,
ma anche una testimonianza del dialogo continuo
tra l’artista, l’opera e chi sceglie di osservarla e interpretarla.
Demó – Ogni critica è un’occasione per guardare la
propria arte con occhi nuovi.
Demò riesce a trasformare la resina in poesia visiva, offrendo allo spettatore non solo un’immagine, ma un’emozione sospesa tra passato e presente.
Ci troviamo di fronte a un’esecuzione dove l’emozione del pittore é magnificamente interpretata dal costrutto compositivo.
C’é subito da sottolineare che l’autore di questa ricerca usa la spatola con l’eleganza di uno schermitore, le cui sciabolate raggiungono sempre l’obiettivo.
Lasciare che l’arte presenti se stessa: ma cosa ha da dire l’arte e, segnatamente, la pittura italiana degli anni passati occorre partire da una premessa..
Josè Van Roy Dalì, figlio del mentore del surrealismo Salvador Dalì, ha così scritto:
L’elemento che contraddistingue la pittura di Demò é il contatto fisico con il colore.
Le tecniche da lui adoperate sono l’olio, la spatola, l’acrilico, l’astratto, la creazione di gioielli, l’arte figurativa, l’arte del design.
Le vele di solito bianche, lasciano qui il posto a dinamiche e fugaci pennellate dai colori brillanti e le forme aerodinamiche, che tagliano il vento e che conferiscono all’intera composizione un forte dinamismo.
La spettacolaritá dell’evento agonistico é dovuta all’essenza cromatica di pura creativitá, in cui ogni vela al vento scandisce un colore diverso.
La sua tecnica pittorica costruisce abili esperimenti visivi di mutevole astrazione.
L’incontro cromatico é suggestivo, con l’astrazione che predomina la sua gestualità fino ad incarnare le sue visioni reali.
Accogliamo con un amichevole saluto Enrico Nicodemo fra gli associati al Movimento, lieto di dare il benvenuto ad un artista capace di contemperare in salda unità espressiva elementi stilistici contrastanti ma da lui sintetizzati in un unico disegno pittorico.
Il tema del mare é vissuto intensamente da Enrico Nicodemo, alias Demò, nei suoi molteplici aspetti poetico, surreale, onirico, cromatico.
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