ANDREA DIPRE’
Il Critico d’Arte
Andrea Diprè, nato a Tione di Trento nel 1974, si divide tra Milano, Firenze e Roma.
Brillante critico e competente storico dell’arte, è profondo conoscitore dell’arte rinascimentale e manierista.
Studia con particolare interesse le vicende del collezionismo in età moderna e contemporanea.
Ha tenuto conferenze e curato più di 500 esposizioni d’arte in Italia e all’estero e ha pubblicato circa 200 recensioni su altrettanti pittori e scultori.
Esercita la professione di avvocato.
Andrea Diprè è convinto che la maggior parte degli artisti di cui continuamente sentiamo parlare non sono che un piccolo, marginale, non rappresentativo aspetto di una realtà infinitamente più complessa e variegata che, con i suoi umori, le sue esuberanze, i suoi furori, sta in penombra.
È a questa realtà “sotterranea”, a questo arcipelago ancora in buona parte sommerso o inesplorato, che Andrea Diprè, critico d’arte disincantato e coinvolto, si rivolge, con competenza e con la precisa volontà di ristabilire i valori.
La Critica di Andrea Dipré
Da: info@andreadipre.it - Oggetto: testo critico - Data: 26 dicembre 2009 18:58:54 GMT+01:00
Entrare nell’impero dell’immaginario potrebbe significare accedere al regno della seduzione, la cui forza irresistibile e frenetica è il mezzo attraverso il quale la visione ci parla.
L’inaccessibile, l’interminabile, l’illogico e l’inaspettato sono le condizioni create dalla passione dell’immagine.
Quando parliamo di pittura-pittura, ovvero di atto totale e supremo di dedizione al visibile, spesso ci poniamo proprio di fronte al caso dell’immagine, ma non per ridurla alle dimensioni del mondo, al contrario, per convertire l’universo all’estensione dell’immaginario.
Enrico Nicodemo DEMO’ opera da molto tempo in questa direzione attraverso un lavoro visionario, ricco di immagini
e di segni, illuminato da un’ispirazione impetuosa tra attività onirica e comportamento controllato.
Il suo operato ha sempre un senso e una lettura globale, per questo potrebbe essere difficile astrarne un esempio
rappresentativo: ogni suo ciclo artistico, sempre efficace, ha permesso lo scaturirsi del successivo.
Nell’opera di questo preveggente e inconfondibile artista emergono chiari i segni dell’inconscio: nelle rapide spatolate o nei tratti calligrafici di molti fondi che tanto ricordano la scrittura automatica bretoniana, in alcune forme fantastiche o in alcuni soggetti morfologicamente riconoscibili ma ubicati in contesti a-reali.
Una sorta di trasgressione contro la lingua della convenzione, della tradizione e dell’abitudine.
Opere, quelle di DEMO’, dalle mille sorprese, ma dalle forme semplici e sintetiche, dettate dalla compenetrazione reciproca tra impressioni esteriori e esperienze interiori.
Dott. Andrea Diprè